FLAMMABLE! {killed fluo}

giovedì, 20 luglio 2006

Il mio amore ha freddo
forse sta soffrendo
sodomizzato in un brutto cortile
quando il tempo era opaco,
ed il mese era aprile.

Federico Fiumani

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flammable ha vissuto 30 giorni d'aprile

flammable!{fluo} ha scritto alle 16:47 | commenti (1)

domenica, 16 luglio 2006

C'è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell'erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.

Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un'erba che so,
con un tonfo. Così trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d'aria
e il prodigio sei tu. C'è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.

Ascolti.
La parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.

Cesare Pavese

flammable!{fluo} ha scritto alle 13:22 | commenti (2)

venerdì, 20 gennaio 2006

Tra quiete e movimento
gran battito dell'essere
Un brusio di vento e pioggia s'alza ai confini
come selva e febbre avanza l'uragano
gli occhi sigillati
gli occhi gonfi di visioni
L'uragano s'è piantato in mezzo alla tua anima
ciò che un suo piede schiacchia verdeggia sotto l'altro

Octavio Paz

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joy division -24 Hours
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flammable!{fluo} ha scritto alle 01:47 | commenti (2)

lunedì, 19 dicembre 2005

quante sterpaglie in questo luogo...

A Praga il freddo sui tetti e neve che non gela il cuore.
Le prostitute lontane non avevano odore
di insegne e vocali accentate dalla Moldava.

A Praga c'eri anche tu.

flammable!{fluo} ha scritto alle 03:25 | commenti (4)

venerdì, 18 novembre 2005

Vado a Praga per alcuni giorni.
Sua Maestà il Caso ha voluto che accadesse
nei giorni del compleanno di una donna a me cara.
Con lei si parlava di Praga, allora,
e di esservi assieme.

Un sorriso.



flammable!{fluo} ha scritto alle 01:32 | commenti (3)

mercoledì, 02 novembre 2005

In realtà, io, sono il ragazzo, loro
gli adulti. Io, che per l'eccesso della mia presenza,

non ho mai varcato il confine tra l'amore
per la vita e la vita...
Io, cupo d'amore, e, intorno, il coro

dei lieti, cui la realtà è amica.

PierPaolo Pasolini, da "La realtà" (1964)

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francesco de gregori - a Pa'
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flammable!{fluo} ha scritto alle 01:08 | commenti (3)

domenica, 09 ottobre 2005

Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
vanità delle vanità, tutto è vanità.
Quale utilità ricava l'uomo da tutto l'affanno
per cui fatica sotto il sole?
Una generazione va, una generazione viene
ma la terra resta sempre la stessa.
Il sole sorge e il sole tramonta,
si affretta verso il luogo da dove risorgerà.
Il vento soffia a mezzogiorno, poi gira a tramontana;
gira e rigira
e sopra i suoi giri il vento ritorna.
Tutti i fiumi vanno al mare,
eppure il mare non è mai pieno:
raggiunta la loro mèta,
i fiumi riprendono la loro marcia.
Tutte le cose sono in travaglio
e nessuno potrebbe spiegarne il motivo.
Non si sazia l'occhio di guardare
né mai l'orecchio è sazio di udire.
Ciò che è stato sarà
e ciò che si è fatto si rifarà;
non c'è niente di nuovo sotto il sole.

Qoelet 1,2

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siouxsie and the banshees - into the light
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flammable!{fluo} ha scritto alle 23:32 | commenti (4)

martedì, 20 settembre 2005

The rain falls hard on a humdrum town
This town has dragged you down
Oh, the rain falls hard on a humdrum town
This town has dragged you down
Oh, no, and everybody's got to live their life
And God knows I've got to live mine
God knows I've got to live mine
William, William it was really nothing
William, William it was really nothing
It was your life...

the smiths - william it was really nothing
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flammable!{fluo} ha scritto alle 13:14 | commenti

lunedì, 05 settembre 2005

Ho perduto l'intera rubrica telefonica.
Non ricordo alcun numero a memoria.
Contattatemi per email, scrivendo il vostro recapito.
Altrimenti, risentirsi sarà un caso.

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tom waits - telephone call from istanbul

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flammable!{fluo} ha scritto alle 13:48 | commenti (2)

lunedì, 29 agosto 2005

e tu vuoi viaggiarle insieme
vuoi viaggiarle insieme ciecamente
perchè sai che ti ha toccato il corpo
il suo corpo perfetto con la mente

fabrizio de andré - suzanne
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flammable!{fluo} ha scritto alle 14:16 | commenti

venerdì, 26 agosto 2005

tu sei nelle mie orme
che dalla tua vita vengono,
disabitata luce o trasparenza
nel sogno del tuo viso
che profuma di pelle e timo
e neve sciolta

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the album leaf - on your way
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flammable!{fluo} ha scritto alle 20:28 | commenti

mercoledì, 17 agosto 2005

un anno di più
per mettere ordine fra le mie cose,
le parole altrui, le idee o gli amori

sono sensibile ai giochi del destino
che da ragazzo attribuivo ai romanzi russi

tanto chiasso dentro,
che spalanca le porte

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a toys orchestra - peter pan sindrome

flammable!{fluo} ha scritto alle 17:34 | commenti (3)

sabato, 06 agosto 2005

giunge all'amen
il senso diseguale,
l'ottusa fantasia
che lima il destino
nelle mezz'ombre
d'un agosto afono

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john lennon - isolation

flammable!{fluo} ha scritto alle 17:39 | commenti

martedì, 02 agosto 2005

L'esperienza dell'innamoramento è per molti di noi
l'esperienza più vicina alla malattia mentale che ci capiti di provare.
È la nostra occasione di flirtare con la follia.

Rischiamo di innamorarci e formare un legame con una persona non adatta a noi,
quando in realtà sarebbe meglio cercare qualcuno con cui abbiamo più cose in comune,
con cui condividiamo una visione del mondo, che ci dà stimoli intellettuali.
Forse per la nostra salute sarebbe meglio rispolverare i lunghi corteggiamenti,
che servono ad accertarsi di avere di fronte una persona con cui siamo compatibili.

Frank Tallis
leggi

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charles aznavour - que reste t'il de nos amours

flammable!{fluo} ha scritto alle 10:59 | commenti (2)

mercoledì, 27 luglio 2005

Giorgia mi chiede del "Perchè i poeti?", un saggio degli Holzwege, I sentieri interrotti di Martin Heidegger.
Non lo posseggo, ma ricordo quale enorme senso il filosofo tedesco
- commentando Hölderlin e Rilke - assegna alla poesia.

I poeti, dice, colgono la relazione autentica dell’Essere con gli essenti,
colgono l'oscillare dell'Essere nell'esistenza.
Essi si posizionano nell'Apertura (la Lichtung per Heidegger),
lo spazio della manifestazione dell'Essere come accadimento,
e ne colgono l'essenza, poichè scrutano la forma in cui l'essere si manifesta in questo momento.
Il poeta vede e mostra la relazione tra le cose e l'Essere
che si concretizza nella Quadratura (il Geviert),
ossia la relazione tra il cielo, la terra, i divini e i mortali.
L’oscillare dell’Essere si esplica in questo spazio.

Perchè la visione dell'essenza da parte del poeta
- avanguardia nell'atteggiamento di Abbandono che dovrebbe essere proprio d'ogni uomo - ha valore?

Perchè in questo momento l'essere si presenta nella forma del Ge-stell, dell'Imposizione.
Il porre nella posizione gli enti vuol dire costringere all'oggettualità le cose che ci stanno di fronte
vuol dire sottomettere l'essere della cosa alla nostra volontà per porla in nostra funzione.
In questo modo l’essere è ridotto all'ente e l'ente alla nostra volontà, per il nostro uso.
E l'essere ridotto a volontà è la modalità del suo manifestarsi nell'età della tecnica,
in cui domina il pensiero calcolante, che manipola gli enti riducendoli allo stato di oggetti, cose.
Il pensiero calcolante riduce l'Essere all'ente, lo nasconde, dimentica la differenza,
inventa infine un fondamento che lo sostenga. Ecco allora il Bene, Dio, la Volontà, o l’Io.

Il pensiero per essere pensante deve compiere un salto,
uno sfondamento in quell'Apertura frequentata dai poeti.
Il pensiero che pensa riscopre l'abisso, la mancanza di fondamento,
e in questo pericolo, in questa morte trova la salvezza.
Il soggetto, l’Io rimasto sostituisce allora il fondamento
- Dio, Bene, Volontà, ormai morti e assenti -,
ma la salvezza è riconoscere questa posizione e superarla nell'Abbandono,
che lascia il mondo mondeggiare, in un certo senso lascia oscillare l’Essere nella sua manifestazione originaria
che svela gli essenti nella loro essenzialità,
libera dalla costrizione della soggettività razionale e dal suo sguardo certo, giusto.

I poeti arrivano all'abisso e lo riconoscono,
i poeti riconoscono la posizione dell’Io sull’orlo dell’abisso,
il vuoto lasciato dal Dio fuggito, dal Dio morto.

Chi ha visto il primo episodio di Matrix,
potrà cogliere più velocemente.

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josh rouse - streetlights

flammable!{fluo} ha scritto alle 03:41 | commenti